lunedì 31 dicembre 2012

Le regine della fitodepurazione

Chiudiamo il 2012 con una carrellata di piante adatte alla fitodepurazione facenti parte della specie delle macrofite, alcune anche ornamentali (con infiorescenze colorate).
La scelta delle piante per un impianto di fitodepurazione, è centrale come la scelta di un sistema elettromeccanico per un impianto a fanghi attivi.
Sbagliare pianta, o mix di piante, o numero di piante piantate, significa non ottenere il risultato voluto e progettato o semplicemente richiesto dall'autorità.

QUINDI FATE ATTENZIONE

fitodepurazione con Canna Indica ROSSA



fitodepurazione con Canna Indica GIALLA 

particolare di fitodepurazione con Canna Indica GIALLA

Fitodepurazione con Carex Acuta e Cyperus Papyrus sul fondo  
Fitodepurazione con Ibiscus Palustris
fitodepurazione con Carex Everest
Fitodepurazione con Carex Evergold
 
Fitodepurazione con Ibiscus Palustris





























fitodepurazione con Iris Pseudacorus

fitodepurazione con Iris Sibirica

Fitodepurazione con Lythrum salicaria
Fitodepurazione con Typha latifolia
Fitodepurazione con Phragmites Australis
 
 e molte altre.....
 

BUON 2013



giovedì 20 dicembre 2012

Il nuovo testo del prof. Luigi Masotti

Depurazione delle acque 

Tecniche Impianti per il trattamento delle acque di rifiuto 

di Luigi Masotti 

Nuova Edizione completamente aggiornata ed ampliata

Mantenendo  l’impostazione  pratico-applicativa  dell’edizione  precedente,  il  testo fornisce, in modo unitario ed interconnesso, una panoramica generale sulle tecniche di depurazione  delle  acque  reflue,  aggiornate  con  i  più  recenti  sviluppi  nel  settore,  ed armonizzate   con   le   sempre   più   pressanti   esigenze   di   rispetto   dell’Ambiente, “sostenibilità”, risparmio energetico, riuso delle risorse.

Grandi  e  piccole  comunità  urbane,  quartieri  residenziali,  comunità  rurali,  centri turistici, campeggi e villaggi di vacanze, piccole comunità 
urbane isolate.
Scarichi industriali. Concezione,  progettazione  e  dimensionamento,  costruzione e gestione di impianti e
sistemi di depurazione.
Trattamento  e  smaltimento  dei  liquami  e  dei  fanghi.  Trattamenti  combinati  liquami
civili-scarichi industriali e fanghi-rifiuti solidi.

Dopo  lo  sviluppo  di  una  serie  di  temi  generali  e  la  definizione  dei  sistemi  di pretrattamento,   vengono   forniti   i  dettagli  di  funzionamento,  dimensionamento, gestione dei moderni sistemi di depurazione.
Tecniche   di   depurazione   “naturale”,   subdispersione,   filtrazione   intermittente, fitodepurazione, lagunaggio.
Tecniche  di  depurazione  “impiantistiche”:  sistemi a biomassa sospesa (fanghi attivi, MBR,  UASB,  lagunaggio  aerato)  ed  a  biomassa  adesa  (filtri  percolatori  e  derivati, biofiltri, sistemi MBBR), trattamenti di precipitazione chimica.
Sistemi di disinfezione convenzionale ed avanzata.
Ispessimento, stabilizzazione, disidratazione, smaltimento, riuso del fango.
Trattamenti di affinamento. Abbattimento di azoto e fosforo. Trattamenti avanzati. dei
liquami e dei fanghi. Riuso delle acque reflue depurate.
Avviamento degli impianti. Impatto ambientale. Controlli di gestione. Tutela igienica
e sicurezza degli Operatori. Confronti e scelte. Costi di costruzione e di gestione.

Dettagliati esempi numerici di dimensionamento ed ampia bibliografia.

Il  DVD a corredo, sviluppato su una base di progetti e documenti forniti da HERA s.p.a  ed  ampliato  con  la  collaborazione  di  Enti,  Professionisti,  Ditte  Specializzate, costituisce un supporto di preziose esperienze.

Pagine: 1226
Figure: 915
Tabelle: 235
Esempi numerici: 82
ISBN: 978-88-506-5202-0
Progetti nel DVD: 62
Confezione: cartonato con indice analitico e DVD
Data di pubblicazione: Novembre 2011
Editore: Calderini Editore - Il Sole 24 Ore

La fitodepurazione spiegata da JACOPO FO

L'impianto di fitodepurazione a servizio della libera università di Alcatraz


Sì, proprio Jacopo Fo ci spiega la fitodepurazione e ci illustra l'impianto realizzato a servizio degli scarichi prodotti dalle attività condotte negli edifici della Libera Universtià di Alcatraz (Località Santa Cristina, 06020 Gubbio Perugia).


Un viaggio epico nella difficile lotta fra i batteri (BUONI) presenti nell'impianto e gli inquinanti (CATTIVI) presenti nelle acque di scarico.

lunedì 17 dicembre 2012

La serra solare rende potabile l'acqua salata

Innovazione per lo sviluppo dell'umanità



Solwa è l'acronimo di Solar Water, che detta così, forse, dice poco. Solwa è anche il nome di una giovanissima azienda veneziana, nata nell'incubatore del Parco Scientifico e Tecnologico Vega di Venezia e che pochi giorni fa si è aggiudicata l'ambizioso premio Marzotto "Impresa per il futuro" per aver proposto il progetto "più ecologico, efficiente ed economico". L'idea dei giovani (media 30 anni) impreditori (ed inventori) è di una semplicità imbarazzante e di una potenza innovativa tale da poter cambiare, se ben canalizzata, lo sviluppo dell'umanità. Non a caso, già prima del premio  le Nazioni Unite avevano giudicato il sistema Solwa tra "le dieci migliori idee sostenibili per lo sviluppo".

In estrema sintesi l'idea (già positivamente sperimentata in Sud America e Burkina Faso) dei giovani veneziani è quella di depurare l'acqua con il sole, ovvero attraverso un sistema di serre, che sfruttano energia solare, ricavare acqua potabile dall'evaporazione di acqua salata o inquinata. In parole prove si forza il ciclo naturale dell'acqua favorendo l'evaporazione e la successiva condensazione. Il sistema, come ha avuto modo di sottolineare in un'intervista il suo ideatore, Paolo Franceschetti, un chimico laureato all'Università di Ca' Foscari di Venezia, nasce da una sua intuizione "mentre guardava bollire l'acqua della pasta". Sembra la storia di un inventore di altri tempi!

Il sistema oltre che per la potabilizzazione è applicabile anche ad altre tecniche come l'essicazzione alimentare, la diminuzione dei volumi dei fanghi e la distillazione. 
Il sistema è economico (sfrutta l'energia solare) ed è praticamente esente da manutenzioni una volta installato (cosa in Africa assolutamente necessaria dato la difficoltà, in molte zone, a reperire pezzi di ricambio).



In questo blog abbiamo più volte parlato di acqua in Africa (recentemente parlando di Lifestraw, le cannucce depuranti). Acqua che come abbiamo avuto modo di sottolineare in alcuni luoghi del pianeta è un incubo. Trovarla è sempre più difficile e, quella che si trova, è inquinata. Essa (assieme alla mancanza di servizi igienici adeguati) è causa dell'80% della patologie mortali tra i bambini in Africa.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica appunto una generica Diarrhoeal Disease come la seconda causa di morte nel mondo per bambini sotto i 5 anni, con 1,5 milioni di morti e due miliardi di casi. Insomma semplificando molto in Africa i bambini muoiono soprattutto a causa di infezioni (spesso ricorrenti) dovute alla contaminazione dell'acqua da parte di feci. Un ciclo malsano di contaminazione ed infezione che stronca fisici già compromessi da sottoalimentazione e altre patologie. E' chiaro che l'acqua pulita è (e deve continuare ad essere), assieme alla lotta alla povertà, il punto centrale della lotta contro l'elevata mortalità infantile.

Dai dati degli istituti internazionali di ricerca sappiamo che il nostro pianeta ha moltissima acqua, ma il 97,5% di essa è salata. Solo il 2,5% dell'acqua della Terra è dolce (di essa il 70% è ghiaccio). In definitiva abbiamo a disposizione circa lo 0,02% dell'acqua del pianeta. Vi è un grande problema: quest'acqua è molto mal distribuita, poichè circa 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua dolce.

Infine solo nel luglio 2010 le Nazioni Unite hanno riconosciuto l'acqua come "un diritto fondamentale ed inviolabile dell'uomo". Questa affermazione - non scontata per tutti - autorizza ad investire e indirizzare la ricerca verso soluzioni che garantiscano l'accesso all'acqua potabile.



Ecco perchè il lavoro e le idee di Solwa appaiono del tutto rivoluzionarie e necessitano di essere verificate sul campo e se, come sembra, funzionano diventare lo strumento su cui può poggiare la piattaforma generale per lo sviluppo umano e la chiave di volta per un futuro più equo nel nostro pianeta.
Confidiamo che la comunità internazionale sappia cogliere queste opportunità di innovazione e le trasformi in concreti e importanti atti.

Ecco il sito ufficiale di Solwa

Tratto da SANCARA

domenica 16 dicembre 2012

LA FITODEPURAZIONE FLOTTANTE - I PRIMI RISULTATI A VICENZA


Fitodepurazione e progetto Sesame: presentati da Acque Vicentine i primi risultati

Italian techia system.

Acque Vicentine  -  Giovedì 13 dicembre si è tenuto presso la sede di Acque Vicentine un seminario formativo rivolto a tecnici e studiosi interessati ai processi depurativi. Nell'incontro sono stati presentati i primi risultati del progetto Sesame - acronimo di "Studio essenze arboree maggiormente efficaci"-, un progetto finanziato dalla Regione Veneto che ha sviluppato soluzioni innovative per il miglioramento delle prestazioni della fitodepurazione.
La fitodepurazione è un sistema di depurazione naturale delle acque reflue basato sull'interazione tra piante, reflui e comunità batteriche che si sviluppano tra gli apparati radicali delle piante. Nel sistema depurativo gestito da Acque Vicentine questa tecnica è utilizzata principalmente per l'affinamento dei reflui in uscita dagli impianti di depurazione tradizionali.
Nell'ambito di questo progetto, presso gli impianti di Bolzano Vicentino, Chiesa Vecchia (Pianezze) e Montruglio (Mossano) sono state applicate soluzioni sperimentali innovative sviluppate dal Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente (DAFNAE) dell'Università di Padova e dalla società P.A.N. Piante Acqua Natura srl, spin-off della medesima università.
In particolare, nelle sezioni di lagunaggio sono state utilizzate piattaforme galleggianti denominate "Tech-IA" (brevettate da P.A.N.), che permettono di aumentare la gamma di piante impiegabili nella fitodepurazione galleggiante, estendendola a specie dotate di apparato radicale profondo, capaci di esplorare in profondità il corpo idrico da depurare.
Italian techia system. roots developmemt

Nella sezione non galleggiante, invece, sono state piantumate specie vegetali molto efficaci nella rimozione del carico organico (Alnus Glutinosa - Ontano nero e Phragmites Australis - Canna palustre).
Queste installazioni hanno consentito inoltre di incrementare la biodiversità del sito, creando nuovi e diversificati habitat per l'avifauna locale (Germano Reale, Gallinella d'Acqua, etc..).
Dopo l'installazione, è stata implementata, con la collaborazione di Chimicambiente, una puntuale campagna di analisi chimico-fisica e monitoraggio, che ha rivelato un incremento delle performance depurative degli impianti coinvolti, con ricadute positive sulla qualità ambientale dei corsi d'acqua recettori degli scarichi. In particolare, il notevole sviluppo della vegetazione sui sistemi flottanti sperimentali ha consentito un buon abbattimento dei composti carboniosi (COD, BOD) e dei solidi sospesi. Per quanto concerne i composti azotati è stato rilevato un andamento non sempre positivo e comunque correlato alla stagionalità e all'ossigeno disciolto nel refluo.

«Siamo soddisfatti delle positive ricadute ambientali conseguite con questo progetto di ricerca - dichiara Diego Albanese, vice-presidente di Acque Vicentine - che ci ha visti capofila, affiancati da un team di aziende e ricercatori di alto profilo scientifico.»
«È importante evidenziare che le soluzioni sperimentate in questo progetto potranno essere adottate anche in altri impianti che prevedano la fitodepurazione o il lagunaggio. - continua Albanese - Non ultimo, sottolineo che in primavera la fioritura delle specie arboree piantate sulle piattaforme galleggiati conferisce anche un piacevole valore ornamentale all'installazione.»
il sistema techia applicato in provincia di Brescia

I risultati della sperimentazione sono stati presentati dal prof. Maurizio Borin del DAFNAE dell'Università di Padova alla comunità scientifica internazionale nel corso della recente "International Conference on Wetland Systems for Water Pollution Control", svoltasi a Perth (Australia)

treatment wetlans il blog di Davide Tocchetto PHD dove potete trovare altre informazioni interessanti sul sistema

Liberamente tratto da VicenzaPiù

giovedì 13 dicembre 2012

La fitodepurazione a TEOLO (PD) - video realizzato da ETRA

IMPIANTO A IMPATTO ZERO



Un video interessante realizzato da ETRA presso un impianto di fitodepurazione appena realizzato (era luglio 2008) a Teolo completamente autosufficiente grazie ad un piccolo impianto fotovoltaico montato sulla tettoia antistante l'impianto stesso.
Il sistema è a servizio di una piccola comunità (di 150-200 persone) non servita da pubblica fognatura che ha trovato nella fitodepurazione la soluzione ai propri problemi.

La superficie dell'impianto è di 250 mq.

Come meglio spiegato nel video, l'impianto è stato cofinanziato da ETRA, comune di Teolo, Parco Regionale di colli Euganei e dalla Regione Veneto.

Gli intervistati hanno ribadito il connubio fra ambiente delicato e protetto come quello del parco del Colli Euganei, e la scelta poco invasiva e rispettosa della fitodepurazione.

Per ogni richiesta o maggiore informazione  tecnico [at] artecambiente.it

mercoledì 12 dicembre 2012

LA PIANTUMAZIONE DI UNA FITODEPURAZIONE E L'AFFINAMENTO PER RIUSO


Sensazionale video :-)
Uomini al lavoro per piantumare con Canna Indica e Iris Pseudacorus, un impianto di fitodepurazione a flusso sub-superficiale orizzontale, utilizzato come affinamento di un impianto tradizionale a finghi attivi in provincia di Padova.
come si presenta attualmente l'impianto (29/08/2011)
Per approndimenti potete andare qui

L'affinamento di impianti esistenti eseguito con sistemi di fitodepurazione è una pratica in uso in tutto il mondo ed anche in ITALIA.
La situazione fatiscente dei sistemi esistenti di depurazione non è cosa sconosciuta, anzi.
Esistono purtroppo, grandi percentuali di impianti esistenti che scaricano continuamente reflui non correttamente depurati nei corsi d'acqua.

Le soluzioni sono molteplici e vanno dalla completa sostituzione dell'impianto esistente malfunzionante, al semplice affinamento dei reflui in uscita.
Affinare significa che, ciò esce dall'impianto esistente non avendo le caratteristiche richieste dalla norma, viene fatto transitare attraverso un sistema di fitodepurazione per l'abbattimento di tutti i parametri richiesti.

Sono impianti molto semplici, generalmente a flusso orizzontale superficiale o sub-superficiale.

La cosa di estremo interesse è che con l'affinamento, è possibile raggiungere agevolmente i parametri idonei al riutilizzo delle acque reflue depurate in irrigazione.

Per ogni richiesta o maggiore informazione, nel caso di interesse, mi puoi contattare sulla mia mail
tecnico [at] artecambiente.it

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 6

I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE 

 

6) La MANUTENZIONE

 

Sì, avete capito bene!
Anche la subirrigazione deve necessariamente avere la sua manutenzione effettuata da personale specializzato.
Nulla al mondo, che sia stato prodotto o che sia entrato in contatto con l'azione umana si mantiene così com'è per sempre.
Quindi armatevi di santa pazienza e mettete in atto un piano organizzato di manutenzione. Come per la vostra auto vi adoperate per fare il tagliando al raggiungimento di tot chilometri percorsi, così la sub-irrigazione necessita di manutenzione al passaggio di tot litri di refluo. 
In che cosa consiste la manutenzione?

VERIFICA TRIMESTRALE DEL FILTRO 
(che potete effettuare voi senza ausilio di personale)
E' il filtro la vostra spia dell'olio (utlizzando la metafora dell'automobile). 
Quando troveremo all'interno del pozzetto dei residui solidi, ed il filtro stesso lo troveremo "intasato", quello sarà il momento di operare delle manutenzioni.
A questo punto fate intervenire gli specialisti dello spurgo.

A) Svuotamento completo e pulizia delle vasche di sedimentazione (imhoff, settica, biologica, condensagrassi, etc). Far seguire sempre allo svuotamento, il completo riempimento delle vasche con acqua pulita.
B) Svuotamento completo e pulizia del pozzetto filtro e del filtro stesso.Far seguire sempre allo svuotamento, il completo riempimento del pozzetto con acqua pulita.
C) Se il filtro si presentasse in condizioni non idonee allo svolgimento del suo compito, sostituirlo con uno di nuovo.
D) Verifica delle condizioni del pozzetto contenente il sifone di cacciata. Se vi è presenza di  solidi, effettuare lo svuotamento e la pulizia sia del pozzetto (pareti e fondo) che del sistema di cacciata. Far seguire sempre allo svuotamento, il completo riempimento del pozzetto con acqua pulita.


 PRENDETEVI CURA DELLA VOSTRA CASA

 

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 1

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 2

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 3

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte4

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte5

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tecnico [at] artecambiente.it

lunedì 10 dicembre 2012

The Growing Power of Aquaponics - L'ACQUAPONICA

Will Allen of Growing Power gives us a short tour of his farm.


Un esempio di come si può fare agricoltura in modo super intelligente

 

FACCIAMO???

Clean Water for Nepal - Engineers Without Borders - CU Chapter


Testimonianza dal NEPAL

LA FITODEPURAZIONE IN CARTOON - me ra vi glio so


Bellissimo !!!!!

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 5



 I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE





5) Lo schema di posa delle tubazioni
Stiamo arrivando al termine del nostro viaggio nel meraviglioso ed avvincente mondo della subirrigazione. Trattiamo qui qualche indicazione importante riguardante la metologia di posa delle tubazioni di dispersione. 
Con il capitolo 4 abbiamo definito la lunghezza delle tubazioni riportandola a 2 parametri centrali: il numero di persone (gli abitanti equivalenti) e la tipologia di terreno.
Possiamo ora scegliere fra diverse tipologie di schema planimetrico che si può presentare come a tubazione unica o ramificata avendo accortezza di mantenere una distanza minima tra gli assi delle tubazioni di 3 mt. ed una pendenza media di 0,5%.



Se siamo in presenza di terreni che presentano pendenza superione al 15% è opportuno valutare  eventuali fenomeni franosi. Anche in questo caso il supporto del geologo è quanto mai necessario.

Dal codice civile dobbiamo poi recepire che per ragioni igieniche la condotta disperdente deve distare da impianti e/o servizi destinati al trasporto di acqua potabile di almeno 30mt.da opere private ed almeno 200mt da opere pubbliche.
Nonchè dobbiamo rispettare l'indicazione secondo la quale la distanza tra fondo trincea ed una eventuale falda non può essere inferiore ad 1 mt.

Costruttivamente invece dobbiamo tenere conto che:
A) La condotta disperdente sarà costituita da elementi tubolari del diametro di 100-125 m/m in PVC fessurato o PE corrugato drenante a Norma EN 1401 pr 13476 SN 4  - SN8.
B) La profondità della trincea di posa della  condotta è di  60-80 cm con una larghezza alla base di 40 cm.
C)  Nel fondo viene steso un letto di 30-40 cm di pietrisco lavato avente pezzatura 40/70 mm contenente la condotta disposta al centro della trincea.
D) Sopra il letto di pietrisco viene steso uno strato di geotessuto sul quale sarà posato il terreno di riempimento.


La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 1

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 2

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 3

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte4

Per ogni richiesta o maggiore informazione, nel caso di interesse, mi puoi contattare sulla mia mail : 
tecnico [at] artecambiente.it


venerdì 7 dicembre 2012

La fitodepurazione per gli effluenti da allevamento



UNA RISPOSTA CERTA, UNA SOLUZIONE INNOVATIVA.




Quello che vi presentiamo è il video realizzato a Luglio 2010 dagli organizzatori di VenetoAgricoltura e RiduCaReflui durante la visita tecnica prevista nel corso di svolgimento dell'interessante progetto all'impianto di FITODEPURAZIONE realizzato presso dell'allevamento MASTER a Carmignano del Brenta (PD).

Il progetto RiduCaReflui è molto vasto e complesso, esteso a tutta la porzione della regione Veneto interessata da quanto previsto dalla Diretiva Nitrati sulla gestione/riduzione dell'apporto di Azoto in campo.

Una linea di indagine, ha interessato anche l'impianto di FITODEPURAZIONE che abbiamo realizzato, primo in Italia ed in Europa, sul trattamento degli effluenti da allevamento suinicolo.
L'impianto originario relizzato nel 2008, è stato monitorato dall'Università di Padova e poi migliorato durante il percorso di analisi raggiungendo elevate rese depurative.

Oggi siamo in grado di affermare che un sistema integrato di fitodepurazione abbinato ad un idoneo trattamento di separazione Solido/Liquida a monte (che abbiamo studiato e prototipizzato su scala reale), è in grado, partendo da un talquale da allevamento, di consegnare un prodotto da scaricare in un corso d'acqua secondo quanto previsto dal DLGS 152/06 alla tabella 3 ed un solido palabile.

RISULTATO? Azzeramento del problema



Per ogni approfondimento vi consigliamo di visitare il sito FITOSUINI dove potere trovare relazioni, schemi, immagini dell'impianto


giovedì 6 dicembre 2012

LA FITODEPURAZIONE in provincia di Pesaro - il video


Questo è un video realizzato qualche giorno fa in provincia di Pesaro presso un impianto che stavamo finendo di realizzare.
Questi i dati notevoli:
a) 60 abitanti equivalenti provenienti da una residenza civile annessa a piccolo agriturisimo (camere + ristorante)
c) suddivisione dei flussi in acque grigie e in acque nere
d) le acque grigie sono trattate con un impianto di fitodepurazione a flusso orizzontale (dimensione 6x12 mt)
e) le acque nere sono trattae con un impianto di fitodepurazione a flusso verticale (dimensione 6x16 mt)
f) il funzionamento del flusso verticale è garantito da un dispositivo meccanico. Non c'è quindi necessità di energia elettrica per far funzionare questo complesso depuratore.
g) l'impianto è quindi completamente sostenibile e i costi di gestione e manutenzione sono prossimi allo zero
h) l'impianto sarà piantumato a privamera con phragmites australis

il video su youtube

Per ogni richiesta o maggiore informazione, nel caso di interesse, mi puoi contattare sulla mia mail : tecnico [at] artecambiente.it

sabato 1 dicembre 2012

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 4

I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE

 4) La lunghezza della tubazione di dispersione

 

Parto col dire la definizione della lunghezza della tubazione di dispersione, così come il suo diametro è nomalmente compito del geologo che in base a valutazioni teoriche o pratiche la stima.

 

La valutazioni pratiche sono quelle che ci interessano di più perchè sono più veritiere riguardo al sito di intervento.

In definitiva il geologo grazie a apparecchiature di analisi e scavi, definisce la tipologia di terreno presente sul sito di dispersione, definisce anche la stratigrafia dello stesso e di conseguenza definisce la capacità drenante dello stesso.

 

In base alla capacità drenante del terreno (quanto tempo ci mette il terreno ad assorbire una quantità x di liquido), il geologo definirà la lunghezza della tubazione di scarico (sapendo ovviamente il numero di abitanti allacciati e di conseguenza il carico idraulico giornaliero).

 

Per dare comunque dei riferimenti utili per una prima stima, facciamo riferimento a quanto riportato nella delibera interministeriale del '77.


NATURA DEL TERRENO                       CONDOTTA DISPERDENTE

                               

                                                                                               mt. per AE

Sabbia sottile-materiale di riporto                1,5 2
Sabbia grossa  pietrisco                                 2,5 /  3
Sabbia sottile con argilla                               4,0  /  5
Argilla con poca sabbia                                 8,5 / 10 
                                                            Poco adatta*
 Argilla compatta                                 Non adatta *
*Utilizzare la subirrigazione drenata 

per saperne di più puoi anche vedere:

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 1

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 2

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 3

Per ogni richiesta o maggiore informazione, nel caso di interesse, mi puoi contattare sulla mia mail : 
tecnico [at] artecambiente.it

                                                                             

lunedì 26 novembre 2012

UNA TORRE SOSTENIBILE: Solar water heating and rainwater tower

Holcim Awards 2008 Latin America


Il fatto che siano passati 4 anni da quando Marcio Andrade, Maria Andrea Triana Montes and Roberto Lamberts Team members from LabEEE-UFSC hanno vinto il terzo premio della Holcim Awards 2008 Latin America non mi impedisce di dare risalto a questo utilizzo combinato di utilizzo intelligente di risorse pulite: sole e acqua.

Si tratta infatti del progetto di una abitazione resa autosufficiente per quanto riguarda l'utilizzo delle acque e per quanto riguarda l'eventuale riscaldamento di queste acque.

Il tetto infatti offre il bacino di raccolta per le acque piovane che vengono accumulate in un serbatoio nella parte bassa della torre


La torre è quindi dotata di: serbatoio di raccolta acque piovane (che serve la cassetta del wc e la doccia), sistema solare di riscaldamento dell'acqua con possibilità di modificare l'orientamento dei pannelli solari (che serve la doccia), serbatoio di acqua potabile (che serve il lavello), sistema di disinfezione dell'acqua, sistema di scarico di troppo pieno per eccesso di accumulo, postazione lavanderia con lavello.


Stiamo lavorando per integrare la torre anche con un sistema parallelo che depurando le acque di scarico con un sistema naturale di Fitodepurazione le possa rendere immediatamente riutilizzabili per i vari usi domestici. E naturalmente vogliamo dotare l'edificio di una fonte sostenibile di produzione di energia elettrica.

FATTIBILE / REALIZZABILE : CERTAMENTE SI!

venerdì 23 novembre 2012

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 3



I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE 

 

schema di pozzetto EDILCENTRO

 3) Il pozzetto di cacciata 


Continuiamo il nostro viaggio verso il miglioramento di questo usatissimo sistema (malauguratamente) per lo smaltimento dei reflui di piccoli insediamenti.

I reflui (la fognatura) a questo punto, dopo aver transitato attrraverso i pretrattamenti di abbiamo parlato qui (parte 1) e attraverso la sezione di filtrazione fine di cui abbiamo parlato qui (parte 2)  sono pronti per essere inviati alla rete di subirrigazione perchè totalmente privi di qualunque solido che intaserebbe le condotte causandoci problemi e costi in un futuro.

Incontriamo qui un'altro dispositivo centrale per importanza nel buon funzionamento dell'impianto ossia il pozzetto con il dispositivo di cacciata.
schema di pozzetto F.lli Avanzi

Perchè è importante mettere questo dispositivo meccanico (cioè funziona senza azionamento elettrico)?
Cerco di spiegarvelo. 
Tutto lo scarico che noi produciamo in una giornata viene suddiviso in realtà in piccole quantità che scarichiamo. Cioè anche se ci dicono che noi ogni giorno produciamo 200 lt di scarico per persona, di fatto noi scarichiamo un po' al mattino, un po' a pranzo (se ci andiamo) e un po' alla sera con diluizione maggiore durante in fine settimana se siamo a casa interamente per due giornate. 
Quindi immaginiamo che il nostro scarico a questo punto sia la cacciata del wc per ipotesi 10 lt di acqua. Questa acqua che scende dal wc con una certa velocità entra nella vasca imhoff e si mescola al contenuto già presente nella vasca facendo uscire dalla tubazione di scarico, un identico quantitativo ma certamente con una velocità minore.
Il refluo passa poi dentro al pozzetto con la filtrazione e viene rallentato ulteriormente e quindi arriva alla tubazione di subirrigazione che magari ha una lunghezza di 10 mt. Risulta naturale che i miei 10 lt si fermeranno sulla testa della tubazione non interessandola invece per la sua interezza. A lungo andare questo fa si che solo una zona del mio impianto funzioni (quindi con un funzionamento maggiorato rispetto a quando calcolato) mentre una parte rimane non funzionante.
Schema funzionamento pozzetto Zetaplast

Il dispositivo di cacciata invece evita tutto ciò.
Si tratta di un pozzetto che può essere in materiale plastico o in cemento armato con all'interno un dispositivo meccanico che sarà azionato al completo riempimento del pozzetto e quindi consentirà di scaricare in un solo colpo un volume molto maggiore di quello che normalmente scarichiamo e con una velocità adeguata a raggiungere la tubazione di scarico per il totale della lunghezza progettata e realizzata.
Schema di funzionamento sifone EDILCENTRO

Per ogni richiesta o maggiore informazione, nel caso di interesse, mi puoi contattare sulla mia mail : 
tecnico [at] artecambiente.it

martedì 20 novembre 2012

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 2



I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE 

 


2) La filtrazione fine
 

Abbiamo visto che tutto parte da una corretta scelta dei pretrattamenti delle acque nere e delle acque grigie.
L'obiettivo di questi sistemi è fermare tutto quanto non è liquido, sia esso solido che può sedimentare o grasso che può essere fatto "condensare" in superficie. 
Il motivo è semplice: tutto quanto non è liquido intasa la linea di drenaggio in subirrigazione.

E se la linea si intasa non scarica più, 

le vasche rimangono piene e la cacca esce dal WC.

Purtroppo anche se le vasche sono dimensionate bene, realizzate bene, posate bene e collegate bene, i processi che avvengono all'interno sono per lo più di tipo fisico e biologico e sono quindi soggetti al cambio di temperatura, di pressione, di portata ad esempio. Si può tranquillamente stimare che il 15% di tutto il solido comunque esce dalle vasche. Pensate quanto ne esce dalle vache malfatte...

QUINDI?????


Quindi serve una filtrazione fine che intercetti questo 15% dando la serenità di un sistema che almeno idraulicamente funzioni (in quanto biologicamente abbiamo già detto che non funziona anzi rovina il terreno oggetta della infiltrazione).

Serve che il filtro sia facilmente e velocemente estraibile e pulibile magari anche direttamente dall'utente senza chiamare l'espurgo.

Serve anche che questa filtrazione fine sia posata in un pozzetto ispezionabile dando all'utente la possibilità di visionare le condizione del filtro e dell'acqua di scarico.
E' un po' come la spia dell'olio. Ogni 3 mesi lo vado a vedere e se è intasato so che lo devo pulire e che devo pulire anche i pretrattamenti a monte del filtro. E so anche che operando questa semplice manutenzione avrò risolto ogni difficoltà di intasamento della subirrigazione.

Il filtro andrà quindi posato fra vasche di pretrattamento e la seguente sezione 3 riguardante il pozzetto di cacciata di cui parlermo nel prossimo post.
Per ogni richiesta o maggiore informazione, nel caso di interesse, mi puoi contattare sulla mia mail : 
tecnico [at] artecambiente.it

lunedì 19 novembre 2012

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 1


 

I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE 

consigli pratichi per migliorare ciò che già c'è o per progettare correttamente un nuovo impianto

 

Nel precedente post: La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui funziona? abbiamo affrontato il tema della subirrigazione come metodo di smaltimento cercando di portare in evidenza la confusione che regna in questo momento circa i sistemi di "trattamento appropriato" così come definiti dalla normativa vigente (D.lgs 152/06 e seguenti).

Oggi vi voglio dare delle informazioni aggiuntive per far sì che nel caso voi MALAUGURATAMENTE sceglieste la sub-irrigazione come metodo di smaltimento delle vostre acque di fogna, questo vi dia meno problemi possibile.

1) I pretrattamenti o trattamenti primari
Questo è un capitolo molto delicato in quanto "chi ben comincia è a metà dell'opera".

Le vasche che costituiscono i pretrattamenti devono essere scelte secondo uno schema di calcolo condiviso da molti illustri docenti, nonchè in diversi testi di depurazione biologica, nonchè ripresi da diverse linee guida regionali e servono ad intrappolare tutto quanto potrebbe intasare la rete di subirrigazione (quindi solidi, oli, grassi, saponi, carta igienica, etc..)

Le acque nere (quelle provenienti dai wc) devono transitare attraverso una fossa di sedimentazione detta imhoff o biologica o settica. Per i piccoli insediamenti la scelta di uno o dell'altra tipologia è ininfluente. Cercate solo di posare quello che i vostri "controllori" (Comune, ARPA, ASL, ect..) vi chiedono per evitare conflitti e lungaggini burocratiche o sanzioni.
Più importate è il dimensionamento che queste vasche devono avere.
La vasca di sedimentazione DEVE AVERE VOLUME UTILE DI 250 lt per ABITANTE.
Vuol dire che se prendo una vasca di sedimentazione (imhoff, settica o biologica) per una famiglia di 4 persone, mi devo accertare che abbia un volume utile di 1000 lt o 1 mc.  
 Per le acque grigie invece (quelle derivate da lavelli, lavandini, docce, bidet, vasche da bagno, lavatrici, lavanderie) devono transitare attraverso una vasca condensagrassi o degrassatore.
Anche in questo caso importate è il dimensionamento che questa vasca deve avere.
La vasca condensagrassi DEVE AVERE VOLUME UTILE DI 75 lt per ABITANTE.
Vuol dire che, sempre per la famiglia di 4 persone, mi devo accertare che la fossa condensagrassi abbia un volume utile di 300 lt o 0,3 mc.  

Le acque grigie transitate attraverso la vasca condensagrassi si congiungono con la linea della acque nere verso la vasca di sedimentazione (imhoff o biologica o settica).

schema di funzionamento dei trattamenti primari



Nei prossimi post affronteremo i seguenti argomenti


2) La filtrazione fine

3) Il pozzetto di cacciata

4) La lunghezza del tubo di dispersione

5) Lo schema di posa delle tubazioni

6) La manutenzione